Alpha Quadrant 25
Sommario
Terza Pagina- Spazio chi lo polisce? Stefano Petroni
Vita del Club - DeepCon 6 Flora Staglianò
SerieTV The 4400 - (a volte ritornano… tutti insieme) Stefano Petroni
Ritratti Una sottile linea rossa - Vampiri tra folklore e letteratura Luca Lazzari
Book Store - Di santi e d’ombre Luca Lazzari
Modellismo Rey Ayanami Andrea Borgi
Speciale L’Amref alla DeepCon - Quando la fantascienza incontra l’Africa Giancarlo Manfredi
Editoriale
Dopo più di 4.000 lanci effettuati in oltre quarant’anni, lo spazio attorno alla Terra è pieno di detriti. Come campeggiatori sbadati e irresponsabili, abbiamo lasciato in orbita attorno al nostro pianeta satelliti inattivi, stadi finali di propulsori esauriti, rottami di varie forme e dimensioni causati da esplosioni o frammentazioni, chiavi o bulloni sfuggiti forse a qualche astronauta, vecchi serbatoi, guarnizioni, coperture ecc. GLi oggetti fabbricati dall’uomo che rimangono in orbita senza assolvere ad alcun compito stanno raggiungendo un numero sempre più grande, al punto che, se non si troveranno sistemi adeguati per far pulizia, nei prossimi anni diventerà difficile inviare sonde, veicoli spaziali, osservatori astronomici o space-shuttle in uno spazio così “inquinato”. Fra i “detriti spaziali”, circa 30.000 hanno dimensioni superiori a 10 cm, 100.000-150.000 hanno dimensioni comprese tra I e 10 cm e decine di migliaia o, forse, di milioni sono presenti come particelle di dimensioni inferiori a 1 cm. Questi detriti viaggiano a velocità tra 7 e 11 Km/s (11 Km/s equivalgono a circa 40.000 Km/h) in una fascia compresa tra 400 e 4.000 Km di altezza rispetto alla superficie terrestre. A queste velocità, l’impatto con un frammento di piccole dimensioni può causare conseguenze disastrose su satelliti, navette, stazioni spaziali e astronauti. I detriti diventano non soltanto particelle vaganti, ma anche esplosive: 10 g di alluminio che viaggiano a 40.000 Km/h hanno una energia equivalente a quella di una bomba a mano!
Nell’aprile 2005, più di duecento esperti di ogni parte del mondo si sono dati appuntamento al Centro Operativo Spaziale (ESOC) dell’ESA a Darmstadt, in Germania, per la Quarta Conferenza Europea sui Detriti Spaziali. Quello che è emerso si può sintetizzare così: non peggiorare ulteriormente le cose. Per contribuire in modo significativo alla protezione e alla pulizia dello spazio, le agenzie spaziali dovranno evitare la distruzione intenzionale dei propri veicoli o satelliti, come le esplosioni o le collisioni programmate. Queste ultime, assieme a quelle accidentali, costituiscono la causa principale della formazione dei detriti.
Le buone intenzioni ci sono, speriamo che nel futuro non si formino attorno alla Terra anelli di immondizia spaziale…
Stefano Petroni
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