La MetropolCon 2026, convention berlinese che quest’anno ha ospitato la Eurocon, è stata indubbiamente un successo di buona organizzazione, a cominciare dal luogo scelto per ospitare l’evento: il Silent Green.

Tra un panel e l’altro gli ospiti della Eurocon potevano passeggiare e chiacchierare in un accogliente giardino
Si tratta di una location davvero insolita: gli edifici ospitavano infatti un tempo il crematorio di Berlino. Nel 2013 il complesso è stato riconvertito in centro culturale, ma tuttora affianca un bucolico cimitero che ospita le tombe di vari personaggi storici. L’intera area era a disposizione della convention, incluso un ampio e piacevole giardino ideale per chiacchierare e fare conoscenza tra un panel e l’altro (peccato che, a parte il primo giorno, il tempo non sia stato proprio consono alla stagione estiva, con basse temperature e pioggia!).

L’ingresso alla Betonhalle: un fantascientifico tunnel verso il sottosuolo
La parte principale della convention era ospitata nella Betonhalle (letteralmente: sala di cemento), un complesso di tunnel sotterranei in cui erano collocati tutti gli stand, oltre ad alcune delle sale per i panel. Nonostante la collocazione ipogea, il luogo risultava accogliente grazie a una scelta di colori e illuminazione molto bene azzeccata. Altri panel venivano invece ospitati negli atelier, piccole sale sopraelevate con pareti vetrate e vista sul giardino, mentre gli eventi più importanti si tenevano invece nella Kuppelhalle (letteralmente: sala della cupola), l’ex cappella del crematorio riconvertita in teatro. A disposizione degli ospiti c’erano anche un ristorante (appropriatamente a tema spaziale: si chiama “Mars”!) e due punti di ristoro, uno in giardino è l’altro nel sottosuolo (a voler essere pignoli, rapidità ed efficienza del servizio erano più messicane che germaniche, ma non sottilizziamo!).

Il panel sul futuro delle riviste di fantascienza. All’estrema sinistra. Neil Clarke di “Clarkesworld”
Il programma della convention era fittissimo: impossibile seguire tutti i panel (in maggioranza in lingua inglese, solo alcuni in tedesco). Quali siano stati quelli più interessanti è ovviamente molto opinabile. Per chi scrive i momenti da ricordare sono stati: la brillante conversazione tra due giganti della fantascienza del Regno Unito, Alastair Reynolds e Peter F. Hamilton; il panel sul futuro delle riviste di fantascienza, con la partecipazione di Neil Clarke, editor di quella che in questo momento è la rivista leader degli USA, Clarkesworld; e il discorso di Aiki Mira, autor@ di fantascienza che ha affrontato in modo molto politico il tema dell’avvento delle intelligenze artificiali.
Non va dimenticato l’intenso lavoro dei delegati, che in tutte le giornate della convention si sono incontrati per discutere del modo migliore di far crescere la fantascienza europea. Tema cruciale quello delle traduzioni, strumento fondamentale per superare l’impasse per cui è solo la fantascienza in lingua inglese è quella conosciuta e diffusa. In questa discussione, fondamentale la presenza del socio Francesco Verso, il cui instancabile lavoro non a caso è stato premiato con il premio per il miglior promoter.

La Kuppelhalle vista dall’esterno
A proposito: dei premi abbiamo già parlato in un post a parte, ma vogliamo comunque ricordare che per l’Italia è stata una buona annata: oltre al premio per il miglior promoter ci siamo aggiudicati anche quello per la migliore opera di fantascienza scritta con Marco Passarello. La cerimonia di consegna dei premi ESFS nella Kuppelhalle è stata la degna conclusione di una convention molto densa e partecipata. Non ci resta che augurare ai fan portoghesi di riuscire a fare altrettanto bene l’anno prossimo a Lisbona!


