Libri, Televisione

Silo: una convincente trasposizione di una serie di racconti di grande successo

Si è di recente conclusa su Apple TV la terza stagione di Silo, efficace trasposizione della serie di romanzi di Hugh Howey (Wool – 2011, Shift – 2013, Dust -2013) e già è stato pubblicato il trailer della quarta stagione (attenzione agli spoiler) le cui riprese dovrebbero essersi già concluse e che non vedremo prima del luglio del prossimo anno. La serie distopica e post apocalittica è ambientata in una enorme struttura sotterranea in cui vivono circa 10.000 persone che non hanno cognizione di come, quando e perché i loro antenati siano finiti lì, l’unica cosa che sanno è che chi esce muore in pochi minuti tant’è che l’espulsione è utilizzata come pena capitale, nel gergo del silo definita “uscire a pulire” visto che ai condannati è suggerito di pulire la lente della telecamera che inquadra il mondo esterno. Anche chi chiede di uscire volontariamente viene prontamente accontentato. Tutta la serie è una sorta di indovinello avvolto in un mistero racchiuso in un enigma che poco alla volta viene dipanato. Lentamente i protagonisti cominciano a capire come funzioni il silo e qual è il suo passato accompagnando lo spettatore in queste rivelazioni che sciolgono il garbuglio in modo razionale e convincente. Certo, gli sceneggiatori hanno avuto un grosso vantaggio nel basarsi su una serie di romanzi ben scritta (più esattamente una serie di racconti riorganizzati poi in tre volumi) che ha una conclusione definita e non si sono dovuti inventare trame e colpi di scena settimana per settimana senza sapere bene dove andare a parare (qualcuno ha detto Lost…)  Forse la terza stagione non è riuscita quanto le prime due, gli sceneggiatori hanno dovuto gestire gli eventi narrati nel secondo volume: Shift, che è in gran parte un prequel, senza far perdere allo spettatore l’aggancio alla vicenda principale e senza far avanzare troppo gli eventi della stessa prima di aver esaurito la narrazione del prequel stesso. Per gestire la cosa hanno fatto ricorso all’espediente di un’amnesia della protagonista principale che passa buona parte della stagione a ricordare quanto lei e gli spettatori sanno già, cosa che rallenta parecchio il ritmo. Raccomandiamo comunque la visione ed ancor di più la lettera dei racconti originali che nel 2011 sono stati uno dei primi casi di successo del self publishing. Ci corre l’obbligo di informare che voci di corridoio suggericono che Apple TV abbia allo studio una serie spin-off; corrobora queste voci la circostanza che l’imponente scenografia utilizzata nella serie non sia stata ancora smantellata.