Era un passo che si attendeva da tempo: la sede abituale di Stranimondi presso la Casa dei Giochi in via Sant’ Uguzzone a Milano, per quanto accogliente e apprezzata dai frequentatori, risultava ormai da anni troppo piccola per una manifestazione con un grosso potenziale di crescita. E così finalmente ci si è decisi, e la 12esima edizione di Stranimondi si è tenuta invece presso la struttura polifunzionale Gadames 57.

Una delle aree espositive di Stranimondi 2026
Una nuova sede per crescere ancora
Una grossa scommessa che ha comportato un notevole aggravio di spesa, e che però si è rivelata perfettamente riuscita: non solo la nuova sede è stata molto apprezzata sia dagli espositori, sia dal pubblico, consentendo un’organizzazione molto più razionale e maggiore spazio per muoversi; ma è stato possibile accogliere un numero molto maggiore di espositori, passati da 40 a 60 (una crescita del 50%); e soprattutto il pubblico è cresciuto in proporzione, con un forte aumento dei biglietti venduti, tanto che il sabato pomeriggio c’è stato qualche momento di sovraffollamento nonostante gli spazi molto più ampi, e c’è chi ha scherzato dicendo che il prossimo anno bisognerà spostare la manifestazione alla fiera di Rho!

Una delle aree conferenza “silenziose” con audio in cuffia per il pubblico
I vantaggi della nuova sede sono risultati subito evidenti a tutti. Gli stand degli editori disposti ordinatamente in due grandi sale, senza che più nessuno fosse confinato in salette periferiche. E le sale conferenza facilmente raggiungibili (su un piano separato), dotate di grandi schermi e di buona amplificazione (le due più piccole, per non disturbarsi a vicenda, usavano il sistema “silenzioso” di diffondere l’audio in cuffia, che ad alcuni inizialmente è sembrato macchinoso, ma ha funzionato senza problemi. La soddisfazione ci è sembrata generale.

Espositori a Stranimondi
Non possiamo nascondere che la nuova sede ha anche qualche difetto. Per cominciare non è vicinissima alla metropolitana, e quindi è più complicato arrivarci. Inoltre la zona in cui si trova offre davvero molto poco, sia dal punto di vista della ristorazione che di altre attività e servizi che potrebbero interessare i frequentatori. Infine la struttura polifunzionale, con tutti i suoi pregi, ha dei servizi igienici un po’ sottodimensionati, ed è un po’ scarsa anche per quanto riguarda le aree a disposizione per il riposo e le attività conviviali (solo qualche tavolino all’aperto, esposto alle intemperie). Ma sono tutti problemi sopportabili a fronte dei vantaggi che abbiamo esposto sopra.
La grande crescita del pubblico e della presenza giovanile non può che essere interpretato come un segnale positivo: l’interesse per l’editoria del fantastico continua a crescere. Qualche bastiancontrario ha fatto notare che gran parte dei nuovi arrivati erano giovanissimi che si sono accalcati intorno ai banchi della narrativa fantasy e romantasy snobbando il resto. Forse è vero ma…se continueranno a venire, è probabile che qualcuno di loro si lascerà catturare anche dal resto.

L’incontro con la scrittrice gallese-canadese Jo Walton
Gli ospiti stranieri
Rispetto ad altre edizioni di Stranimondi, quest’anno il parterre di ospiti stranieri è risultato meno ricco di nomi di grande notorietà. Non si tratta necessariamente di un male: è stata invece l’occasione per fare conoscenza con figure interessanti ma meno conosciute. Il nome più conosciuto era quello della scrittrice gallese naturalizzata canadese Jo Walton, di cui recentemente NeOn ha ripubblicato il romanzo Fra gli altri (uscito in precedenza per Gargoyle come Un altro mondo). C’erano poi RJ Barker (autore fantasy britannico, autore del romanzo L’età degli assassini uscito per Mondadori); la storica e scrittrice statunistense Ada PAlmer, ancora inedita in Italia (che si è anche esibita sul palco come cantante!); la scrittrice britannica Anna Smith Spark (autrice del romanzo grimdark La corte dei coltelli spezzati pubblicato da Lettere Elettriche), e il poeta e scrittore ceco Jonáš Zbořil (di cui Eris ha recentemente pubblicato il romanzo breve Flora). Ospite italiano era nientemeno che Mauro Repetto degli 883, che ha esordito come autore di fantascienza col romanzo Election Day 2067.

Il punto sulla collana “Urania”. Da sinistra: Paolo Bertetti, Giuseppe Mascolo, Andrea Micalone, Franco Forte, Flavia Imperi, Franco Brambilla
Il raddoppio delle antologie Urania di fantascienza italiana
Uno dei momenti più attesi è stato come ogni anno quello in cui Franco Forte ha annunciato i programmi di Urania Mondadori per il prossimo anno per quanto riguarda la fantascienza italiana. Se in passato l’evento è stato talvolta occasione di qualche recriminazione e polemica, quest’anno l’atmosfera è stato molto serena, con l’annuncio del raddoppio delle antologie di autori italiani. Nel 2027, infatti, ne verranno pubblicate due: nel prossimo marzo uscirà Gli universi di Urania, che raccoglierà tutti i racconti (già editi) vincitori in passato del premio Urania Short; grande novità invece per la consueta antologia estiva, che si intitolerà Tempo di eroi, sarà curata da Flavia Imperi e sarà dedicata a racconti fantasy. Verrà inoltre proseguita la politica, iniziata quest’anno, di pubblicare anche il romanzo secondo classificato al premio Urania: nel prossimo marzo toccherà a Il dominio della cenere di Alessandro Benvenuti. Col vincitore del prossimo premio Urania saranno così ben quattro gli Urania di fantascienza italiana pubblicati nel 2027.

La cerimonia di consegna dei premi Italia, con Silvio Sosio in giacca di lustrini
Premi Italia: Urania e Zona 42 mattatori
Questa edizione di Stranimondi ha ospitato anche la Italcon, e di conseguenza la cerimonia di consegna dei premi Italia votati dal fandom. Mattatrice di questa edizione è stata in primo luogo Urania Mondadori, che ha vinto il premio per la migliore collana (Urania Collezione) e quello per la migliore antologia (Tecnologie del futuro curata dal socio Deep Space One Marco Passarello); e possiamo contare anche il premio per il miglior illustratore vinto da Franco Brambilla, abituale copertinista di Urania.
Ancora più notevole l’exploit di Zona 42, casa editrice di solito trascurata dai premi Italia, e che quest’anno invece ha cumulato i premi per il miglior romanzo (Ogni cosa e nessuna di Nicoletta Vallorani) e per il miglior racconto professionale (Sarò abbastanza forte di Maico Morellini dall’antologia Teratocene). Morellini quest’anno ha infranto completamente la maledizione che lo vedeva sempre secondo o terzo classificato, vincendo anche il premio per il miglior saggio amatoriale. Miglior traduttrice un’altra collaboratrice abituale di Zona 42, Chiara Reali.
Citiamo anche Carmine Treanni, vincitore di due premi come miglior curatore e miglior saggista, e il premio per il miglior podcast vinto da Fantascientificast, curato dal socio Deep Space One Omar Serafini.

Omar Serafini (a sinistra) presenta il suo libro. Il suo podcast Fantascintifcast ha vinto il premio Italia
Prossime Italcon a Trieste e Genova
L’assemblea dell’Italcon ha anche confermato la candidatura di Trieste per la Italcon 2027, e accettato la candidatura della manifestazione genovese Fantaxia come sede della Italcon per il 2028.


